Una montagna è un rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in un'area limitata. Esistono varies convenzioni per ciò che riguarda l'altezza che discrimina tra il concetto di montagna e quello di collina: d'ordinario si definisce montagna un rilievo che supera i 400 - 500[1] o, secondo altre convenzioni, i 600 -700[2] metri sul livello del mare (s.l.m.
), ma solo quando il suo aspetto è, almeno parzialmente, impervio.
Si deve però tener presente che la toponomastica non sempre segue le definizioni convenzionali sopra citate: seguendo l'etimo latino (mons) la parola "monte" è usata, indipendentemente dalla sua altezza assoluta, quando un rilievo presenta un dislivello notevole dal terreno circostante, quando la sua forma evoca la vicinanza al cielo, quando alcuni versanti risultano inaccessibili per la presenza di alte rupi.
La legislazione italiana, dopo l'abrogazione della legge del 1952[3] e di quella del 1971[4], non definisce l'altezza che distingue colline e montagne; così pure non esiste, a livello di Unione europea, una definizione convenzionale legale[5].
Analogamente si parla di montagna anche riferendosi ai rilievi che si incontrano sugli altri
pianeti o sui loro satelliti.

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