I comuni abiti estivi sono:
canotta
La canottiera è un indumento simile a una maglietta, dotata di un'ampia scollatura e priva di maniche; il nome deriva dall'essere stata per anni l'indumento di chi praticava canottaggio; la leggenda ne attribuisce l'invenzione (dallo strappo collerico del colletto e delle maniche di una camicia) a Jean Des Fauches, un eccentrico nobile francese del XVI secolo.[1]
La canottiera è un indumento indossato sia dagli uomini sia dalle donne, con leggere differenze di design tra i modelli maschili e femminili, utilizzato come indumento intimo, perché scalda solo l'addome, il busto e il petto, vale a dire le parti del corpo da tenere al caldo, e lascia libere le braccia, che non corrono alcun rischio; come indumento sportivo, principalmente nella pallacanestro e nell'atletica leggera; come capo d'abbigliamento balneare (il tanchini è un bichini costituito di mutandine e canottiera; o semplicemente in sostituzione della maglietta (T-Shirt), nella moda informale (casual) estiva.
gonne
La gonna è l'indumento più semplice che possa esistere per coprire il corpo e per questo è stata usata, sotto varie forme, fin dall'antichità. Ha la forma di un tubo o cono, allacciata attorno alla vita e che copre le gambe completamente o parzialmente. Esistono parecchi modelli di gonne, dai più semplici, costituiti da un unico tessuto unito, da un semplice drappo, ai più particolari, con forme originali ottenute tramite cuciture, imbastiture, pieghe, ornamenti. La lunghezza è un elemento che varia moltissimo e può raggiungere qualsiasi livello della gamba: può arrivare solo alla coscia, al ginocchio, alle caviglie, presentando in questo caso degli spacchi per consentire maggiore facilità di movimento, o lambire addirittura il suolo, caratterizzandosi per la presenza di uno strascico.
I tessuti utilizzati sono tra i più svariati: viscosa, jersey, jeans, ecc. Per la stagione estiva, si sceglieranno delle gonne in stoffa leggerissima, che permettono di far respirare le gambe e di “coprirle” al tempo stesso. Al contrario, per l'inverno esistono gonne in tessuto di velluto, molto calde per proteggere le gambe dal freddo che abbinate con degli stivali permettono di non avere i pantaloni e le gambe bagnate.
L'uso sociale del mondo occidentale, per cui le donne talora indossano gonne e vestiti che terminano in analoga foggia, ha storicamente determinato la nascita del telaio di bicicletta detto "da donna".[1]
pantaloncini
Storia[modifica | modifica wikitesto]
Gli short cominciano ad essere utilizzati principalmente negli Stati Uniti fra il XIX e il XX secolo dai bambini maschi fino all'età dell'adolescenza. In alcune scuole i pantaloncini facevano parte della divisa, associati con calzini lunghi fino alle ginocchia.[1] Quando i ragazzi arrivavano all'adolescenza, i pantaloncini venivano sostituiti dai pantaloni normali, relegando nella mentalità collettiva i pantaloncini ad indumento per l'infanzia, nonostante i soldati che operavano in zone tropicali, utilizzassero una divisa con pantaloncini.
Dalla metà del XX secolo gli short sono entrati a far parte dell'abbigliamento, sia maschile che femminile, di tutte le età, benché siano comunemente considerati capi da indossare in situazioni piuttosto informali. In ambienti e situazioni formali o lavorative, gli short sono spesso sconsigliati, laddove non siano espressamente proibiti. Nei paesi del Medio oriente i pantaloncini hanno molto meno diffusione fra gli uomini, e sono quasi del tutto impensabili per una donna. Questo costume è principalmente dovuto ai tabù sociali e religiosi, secondo cui è immorale che una donna mostri le proprie gambe.
Modelli[modifica | modifica wikitesto]
Attualmente i pantaloncini variano per design, lunghezza e materiale. Fra i modell
i più diffusi sicuramente vanno ricordati i bermuda, dotati di tasche e passanti per la cintura. Dagli anni ottanta in avanti sono diventati molto popolari gli short realizzati in jeans lunghi fino al ginocchio per gli uomini, e fino a metà della coscia per le donne. Gli short sono anche ampiamente utilizzati nello sport, e spesso realizzati in materiale tecnico per favorire le performance dell'indossatore.
Gli short che si estendono fino oltre la metà del polpaccio vengono chiamati pinocchietti.
vestiti
Con il termine abbigliamento si indicano sia gli indumenti veri e propri indossati da qualcuno,
che in generale il modo di vestire che combina questi ultimi con altri elementi (trucco, capigliatura, accessori) definendo l'aspetto esteriore di una persona o di un insieme di persone.[1] Gli esseri umani sono i soli tra i mammiferi che indossano vestiario, a eccezione degli animali domestici, talvolta vestiti dai loro proprietari.
che in generale il modo di vestire che combina questi ultimi con altri elementi (trucco, capigliatura, accessori) definendo l'aspetto esteriore di una persona o di un insieme di persone.[1] Gli esseri umani sono i soli tra i mammiferi che indossano vestiario, a eccezione degli animali domestici, talvolta vestiti dai loro proprietari.
Ciascun articolo d'abbigliamento ha un significato culturale e sociale. In esso si condensano alcune funzioni tramandate o evolutesi nel tempo: quella pratica legata alla vestibilità; quella estetica legata al gusto dell'epoca e a canoni specifici delle diverse comunità; quella simbolica grazie alla quale l'abito può definire l'appartenenza ad una particolare comunità e nello specifico identificare lo status sociale, civile e religioso.
La storia dell'abbigliamento, ovvero degli indumenti e accessori che hanno vestito la persona umana nel corso dei secoli, può essere inquadrata sia da un punto di vista antropologico-etnografico, dal momento che documenta l'evoluzione del costume, sia da un punto di vista socio-economico come prodotto dell'industria tessile
bikini
I primi costumi da bagno a due pezzi, che scoprivano parte della pancia lasciando coperto l'ombelico, comparvero nel 1935.[1]
Il bikini moderno è stato inventato dal sarto francese Louis Réard a Parigi nel 1946 (introdotto ufficialmente il 5 luglio). Il nome richiama l'atollo di Bikini nelle Isole Marshall, nel quale negli stessi anni gli Stati Uniti conducevano esperimenti nucleari: Reard riteneva che l'introduzione del nuovo tipo di costume avrebbe avuto effetti esplosivi e dirompenti.[2][3] Il modello di Reard rifiniva il lavoro di Jacques Heim che, due mesi prima, aveva introdotto l'Atome (così chiamato a causa delle sue dimensioni ridotte), pubblicizzato come il costume da bagno più piccolo al mondo. Reard rese l'Atome ancora più piccolo, ma non riuscì inizialmente a trovare una modella che osasse indossarlo. Finì quindi per ingaggiare come modella Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris.


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